Buongiorno Mondo,
l'anno vecchio e' finito ormai... ma qualcosa ancora qui non va!
Lucio Dalla aveva davanti a se la mia sfera di cristallo quando ha composto questa canzone.
Siamo in Kenya dal giorno di Natale ma qui le cose non sono andate proprio alla grande. Quella che dovrebbe essere la stagione secca in realta' non lo e'. Tutti i giorni piove alla grande. Pioggia che ha portato morte e distruzione.
Piogge che non hanno regalato tranquillita' a noi poveri arrancatori della domenica venuti sin qua per tentare i 5000 metri e passa del monte Kenya (non raggiunto sia per meteo infame che per problemi di quota) che per i Kenyoti che stanno veramente in una situazione allarmante di nubifragio.
Mentre salivamo al nord al lago Baringo siamo dovuti rimanere fermi un giorno e mezzo per un rigagnolo in piena che aveva, poco prima del nostro arrivo, trascinato via due persone. Poco oltre un bus di 54 persone e' stato letterarlmente portato via dall'acqua e ritrovato kilometri dopo nella rift valley.
La notizia della morte di due persone mi ha lasciato letteralmente basito. Mike, la nostra guida mi ha riferito della vicenda con molta leggerezza ridendo per la situazione comica con cui sono stati trasciati via. Nessuno dei numerosi presenti sapeva nulla di loro, ne i nomi ne da dove venissero pero' tutti hanno dichiarato ridendo che erano diventati la cena di diversi coccodrilli.
In Italia cio' non sareebbe successo. Si sarebbe attivato un processo mediatico insopportabile. Ora noi viviamo in un eccesso... loro in un altro!
Dopo essere stati in giro tra parchi nazionali a farci derubare da un governo (l'ingresso ad un parco nazionale costa 70 euro al giorno!), che dopo l'elezione di Obama, pensava che gli americani avrebbero fatto del loro stato una sorta di luogo di pellegrinaggio (ma cosi' non e' stato) andremo a Monbasa. Qui probabilmente stareno appoggiati a casa di Francesco, un ragazzo italiano che dopo aver trascorso qualche anno in una missione italiana ha deciso di stabilirsi qui ed aprire una ditta d'installazione di pannelli solari. Con Francesco abbiamo salutato il vecchio anno e inaugurato quello nuovo e sono sicuro che ci aspettano giorni di divertimento.
Giusto per chiudere questo capitolo della mia vita e rientrare a lavorare!
Jambo,
Matteo
venerdì 8 gennaio 2010
martedì 22 dicembre 2009
EBANO
Il tempo scivola via dalle mani.
Sembrava ieri il primo giorno delle superiori e un mondo nuovo che si apriva.
Da allora ad oggi son passati molti anni. Eppure... non riesco a rendermene conto!
Nel gennaio 2004 mettevo per la prima volta dei vestiti dentro un grande zaino trasformando quello spazio, non poi così grande, nella mia piccola casa per circa un mese.
Il viaggio in Messico aveva dato inizio a qualcosa di veramente importante.
Nei viaggi che si sono susseguiti, l'alpinismo ha trovato il suo spazio. Tutto si è fuso insieme. Tutto è stato unico ogni volta.
Mentre toccavo la sabbia di tanti Stati ho saputo ridere e al tempo stesso piangere.
Il "dolcemente viaggiare" direbbe Lucio Battisti quel "...rallentare per poi accellerare..." che mi ha permesso di assaporare tutto l'assaporabile.
Tra qualche giorno sarà Natale. Mentre la maggior parte di voi sarà davanti ad una tavola imbandita io starò volando sopra le vostre teste. Un nuovo viaggio, una nuova avventura. Il Kenya, con il suo Monte Kenya saranno le nostre destinazioni. Uno stato e una vetta (in reltà le vette son 3).
Lo spirito con cui affronterò questa avventura è lo stesso delle altre volte o forse superiore...
Restate Sintonizzati!
Matteo
Sembrava ieri il primo giorno delle superiori e un mondo nuovo che si apriva.
Da allora ad oggi son passati molti anni. Eppure... non riesco a rendermene conto!
Nel gennaio 2004 mettevo per la prima volta dei vestiti dentro un grande zaino trasformando quello spazio, non poi così grande, nella mia piccola casa per circa un mese.
Il viaggio in Messico aveva dato inizio a qualcosa di veramente importante.
Nei viaggi che si sono susseguiti, l'alpinismo ha trovato il suo spazio. Tutto si è fuso insieme. Tutto è stato unico ogni volta.
Mentre toccavo la sabbia di tanti Stati ho saputo ridere e al tempo stesso piangere.
Il "dolcemente viaggiare" direbbe Lucio Battisti quel "...rallentare per poi accellerare..." che mi ha permesso di assaporare tutto l'assaporabile.
Tra qualche giorno sarà Natale. Mentre la maggior parte di voi sarà davanti ad una tavola imbandita io starò volando sopra le vostre teste. Un nuovo viaggio, una nuova avventura. Il Kenya, con il suo Monte Kenya saranno le nostre destinazioni. Uno stato e una vetta (in reltà le vette son 3).
Lo spirito con cui affronterò questa avventura è lo stesso delle altre volte o forse superiore...
"E potresti ripartire
certamente non volare
ma viaggiare!"
certamente non volare
ma viaggiare!"
Restate Sintonizzati!
Matteo
sabato 12 dicembre 2009
martedì 8 dicembre 2009
NEVE
La neve è caduta in abbondanza ma non m'informo di quanta effettivamente ne è caduta.
Butto nello zaino un po' di ferramenta e anche questa volta, senza pensarci su troppo, parto in direzione della Grigna. Il compagno di avventure è Paolo e la voglia di andare a guardare da vicino una certa via... è parecchia. Ai resinelli la fredda neve ci fa aprire gli occhi! Scendere in val Calolden è pressoché impossibile.
Entrambi optiamo per avvicinarci in più possibile alla valle... nonostante entrambi siamo con delle semplici scarpette da ginnastica (quelle del paolo... addirittura da università!). I centimetri di neve aumentano man mano che saliamo. Prima 10, poi 20 infine arriviamo a 60. Abbiamo raggiunto la vetta del Monte Coltignone e voltandoci ci rendiamo conto di come davanti a noi ci sia una grigna diversa. Riconosciamo velocemente la Torre Costanza ed entrambi pensiamo alla ripetizione della mitica Cassin. Io con Luca, lui con Raffo.
Torniamo velocemente indietro e decidiamo di andare a mettere le mani sulla roccia della Rocca di Baiedo. Nuovamente... territorio Condor!
La via che decidiamo di ripetere è Tuono e la placca bagnata del primo tiro impegna non poco Paolo. Due calate in doppia e un panino alla bresaola per chiudere la giornata!
Butto nello zaino un po' di ferramenta e anche questa volta, senza pensarci su troppo, parto in direzione della Grigna. Il compagno di avventure è Paolo e la voglia di andare a guardare da vicino una certa via... è parecchia. Ai resinelli la fredda neve ci fa aprire gli occhi! Scendere in val Calolden è pressoché impossibile.
Entrambi optiamo per avvicinarci in più possibile alla valle... nonostante entrambi siamo con delle semplici scarpette da ginnastica (quelle del paolo... addirittura da università!). I centimetri di neve aumentano man mano che saliamo. Prima 10, poi 20 infine arriviamo a 60. Abbiamo raggiunto la vetta del Monte Coltignone e voltandoci ci rendiamo conto di come davanti a noi ci sia una grigna diversa. Riconosciamo velocemente la Torre Costanza ed entrambi pensiamo alla ripetizione della mitica Cassin. Io con Luca, lui con Raffo.
Torniamo velocemente indietro e decidiamo di andare a mettere le mani sulla roccia della Rocca di Baiedo. Nuovamente... territorio Condor!
La via che decidiamo di ripetere è Tuono e la placca bagnata del primo tiro impegna non poco Paolo. Due calate in doppia e un panino alla bresaola per chiudere la giornata!
giovedì 3 dicembre 2009
EMOZIONI DA CONDOR!
Ora che il video è stato proiettato al premio dedicato a Marcello Meroni... posso appiccicarlo anche in questo mio piccolo spazio sicuramente poco conosciuto e poco letto.
Ringrazio i miei compagni di cordata e ringrazio ancora Pietro Corti e il don Agostino Butturini per aver condiviso questo capitolo della loro vita con me.
Ringrazio i miei compagni di cordata e ringrazio ancora Pietro Corti e il don Agostino Butturini per aver condiviso questo capitolo della loro vita con me.
mercoledì 25 novembre 2009
LUCI DELLA CITTA' - Il cerchio si chiude... o forse no?
E' da un po' di tempo che io e Paolo volevamo ripeterla... Una volta siamo arrivati sino a Palazzago prima di arrenderci all'evidende nubifragio che invadeva tutta la Lombardia. Era il giorno del mio ventinovesimo compleanno.
Poi, in un sabato qualsiasi, mentre stavo sulla ferrata del Medale... Michele aveva fatto sua la nostra idea e ci aveva preceduto nella ripetizione di questo itinerario.
Giovedì 19 io, Paolo ed Ale chiudevamo una volta per tutte questo capitolo arrampicatorio legato al Medale.
Paolo è stato il capocordata e forse toccherebbe a lui scrivere queste poche righe... ma gli rubo il posto (sono sicuro che mi perdonerà) perchè credo che questa piccola nota sia d'obbligo dopo le precedenti due legate alla figura di Don Agostino Butturini che ho scritto nelle scorse settimane.
Ora la trilogia è completata.
La via è brutta o meglio... non è bella. Ma questo già si sapeva... La via è anche dura... qualcuno dice più dell'adiacente Bonatti. Ma anche questo già si sapeva... Ma pochi sanno una cosa importante! Per salirla occorre affrontarla con lo spirito Condor! Allora salire i metri... un passo alla volta... assumerà un valore particolare... quasi se i volti del nostro essere vengano mano a mano scolpiti e levigati.
Una via per alzarsi... non solo di qualche metro (sono 180 mt di sviluppo) ma per toccare con mano una scuola di vita che altrove non esiste!

















Poi, in un sabato qualsiasi, mentre stavo sulla ferrata del Medale... Michele aveva fatto sua la nostra idea e ci aveva preceduto nella ripetizione di questo itinerario.
Giovedì 19 io, Paolo ed Ale chiudevamo una volta per tutte questo capitolo arrampicatorio legato al Medale.
Paolo è stato il capocordata e forse toccherebbe a lui scrivere queste poche righe... ma gli rubo il posto (sono sicuro che mi perdonerà) perchè credo che questa piccola nota sia d'obbligo dopo le precedenti due legate alla figura di Don Agostino Butturini che ho scritto nelle scorse settimane.
Ora la trilogia è completata.
La via è brutta o meglio... non è bella. Ma questo già si sapeva... La via è anche dura... qualcuno dice più dell'adiacente Bonatti. Ma anche questo già si sapeva... Ma pochi sanno una cosa importante! Per salirla occorre affrontarla con lo spirito Condor! Allora salire i metri... un passo alla volta... assumerà un valore particolare... quasi se i volti del nostro essere vengano mano a mano scolpiti e levigati.
Una via per alzarsi... non solo di qualche metro (sono 180 mt di sviluppo) ma per toccare con mano una scuola di vita che altrove non esiste!


















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