domenica 6 luglio 2008

SPIGOLO NORD DELLA PRESOLANA

Ieri è iniziata una nuova settimana di ferie... ma ahimè per il meteo pazzerello abbiamo rimandato a domani la partenza per le dolomiti.
Allora abbiamo cercato un'arrampicata vicino a casa e abbiamo deciso di salire in presolana a fare lo spigolo nord. Io avevo salito questo bellissimo spigolo l'anno scorso con Andrea, Ventura e Alfio e per raggiungere l'attacco avevamo utilizzato gli impianti sciistici. Ieri invece raggiunto Colere abbiamo scoperto che avremmo dovuto salire al Rifugio Albani a piedi. Poco male... la salita è avvenuta abbastanza in fretta e col senno del poi devo ammettere che ha contribuito a farmi apprezzare di più questa arrampicata. Pensevamo di essere i soli ad arrampicare su questa parete invece c'erano altre cordate anche su vie più impegnative come la Bosio o Miss Mescalina.
















Compagni di cordata: Luca (che da perfetto stordito ha dimenticato a casa le scarpette ed è salito con le scarpe!!!) e Claudia. In serata pizzata in compagnia e poi a nanna.

Oggi il meteo tra i monti è pazzerello quindi dovremo accontentarci di fare un salto in falesia a Trezzo e in serata andremo a vedere la mostra del Fabietto a Sarnico.

venerdì 4 luglio 2008

THE LAST DAY

Puntuale come il demonio tento di proseguire il mio impegno con il blog. Oggi al lavoro ho chiuso le ultime pendenze e ora posso dedicarmi in toto alla settimana di vacanze che mi attende. L'idea originale era quella di fare un saltino nel Vajolet per poi tornare a fare una visitina alla Tofana di Rozes per concludere con la Bettega Tomasson in Marmolada. Ora il meteo pazzerello di domenica e lunedì ci farà sconbussolare tutti i piani...
Ieri sera alla cena tutto è andato a meraviglia. Mangiato molto bene e divertito parecchio con qualche istruttore che non vedevo da un po' di tempo.
Tra ieri e oggi sono nati un po' di sogni alpinistici che non so se si avvereranno ma il solo fare nuovi progetti mi rende felice perchè significa che l'alpinismo provoca in me ancora grossi stimoli.
Vorrei mettere qualche fotografia ma non ho voglia...

giovedì 3 luglio 2008

SUMMER TIME

Un'altra giornata di lavoro è terminata. Oggi diverse riunioni... e domani mattina un'altra. La settimana scorsa in montagna io e Nuvola abbiamo fatto proprio delle belle salite. Il primo spigolo alla Tofana di Rozes è stupendo e regala certamente emozioni uniche. Quando salivo e in alcuni passi mi sentivo insicuro pensavo ad Alverà e Pompanin che nel 1940 vincevano questa arditissima salita. Loro si che sono stati dei grandi... non noi che tra friend, chiodi, dadi, cliff e tante altre diavolerie andiamo un po' ovunque.
Stasera vado a cena... c'è la fine del corso di alpinismo base e sicuramente ci divertiremo... intanto il 30 giugno è passato e abbiamo compiuto un giro di boa importante... adesso stiamo a vedere cosa succede...
Buona serata a tutti!

venerdì 14 marzo 2008

LETTERA D'AMORE

“Con te ho capito che, quel campo, lo voglio attraversare.
Se tu lo vorrai, ti prenderò per mano e ti porterò dall’altra parte.
Quel campo così come è adesso, senza passi, è uguale ad altri campi di chi come me non ha mai avuto il coraggio. Le nostre tracce lo renderanno irripetibile e unico.
Con te sarò nuovo.
Ti dico queste parole nel periodo migliore della mia vita, nel periodo in cui sto bene, in cui ho capito tante cose.
Nel periodo in cui mi sono finalmente ricongiunto con la mia gioia.
In questo periodo la mia vita è piena, ho tante cose intorno a me che mi piacciono, che mi affascinano. Sto molto bene da solo e la mia vita senza di te è meravigliosa.
Lo so che detto così suona male, ma non fraintendermi, intendo dire che ti chiedo di stare con me non perché senza di te io sarei infelice: sarei egoista, bisognoso e interessato alla mia sola felicità e così tu saresti la mia salvezza..
Io ti chiedo di stare con me perché la mia vita in questo momento è veramente meravigliosa, ma con te lo sarebbe ancora di più.
Se senza di te vivessi una vita squallida, vuota, misera non avrebbe alcun valore rinunciarci per te. Che valore avresti se tu fossi l’alternativa al nulla, al vuoto, alla tristezza? Più una persona sta bene da sola e più acquista valore la persona con cui decide di stare. Spero tu possa capire quello che cerco di dirti.
Io sto bene da solo ma da quando ti ho incontrata è come se in ogni parola che dico nella mia vita ci fosse una lettera del tuo nome, perché alla fine di ogni discorso compari sempre tu. Ho imparato ad amarmi. E visto che stando insieme a te ti donerò me stesso, cercherò di rendere il mio regalo più bello possibile ogni giorno.
Mi costringerai ad essere attento. Degno dell’amore che provo per te.
Come potrò convincerti che saprò amarti se non sapessi amare me stesso?
Come potrei renderti felice se non potessi rendere felice me stesso?
Da questo momento mi tolgo ogni armatura, ogni protezione.
Con questo non ti sto dicendo “viviamo insieme”. Ti sto dicendo: Viviamo. Punto.
Non sono solo innamorato di te. Io ti amo.
Per questo sono sicuro. Nell’amare, ci può anche essere una fase di innamoramento, ma non sempre nell’innamoramento c’è vero amore. Io ti amo. Come non ho mai amato nessuno prima. E sono anche innamorato di te..”

domenica 10 febbraio 2008

ARMANDO ASTE

"D’altra parte anche le fantastiche montagne senza gli uomini, grandi o piccoli che siano,rimangono mute, inerti, senza senso. Ecco, sono proprio loro, gli uomini con la loro umanità adare un’anima ai vertici emergenti di roccia e ghiaccio su quali rincorrere i propri sogni e leproprie ambizioni. Cercare le proprie certezze. L’alpinismo come mezzo di promozione umana".

sabato 1 dicembre 2007

BIRRA E VINO

Finito un libro ne inizio un altro... e come al solito alcune frasi restano scolpite nella mia mente...

[...] Una seraandai alla cena di chiusura del corso d'alpinismo, in una località fuori Genova. Normalmente dopo le prime portate diventavo un altro: con l'aiuto di qualche bicchiere di vino riuscivo a dimenticare il mio umore, aumentava la mia loquacità, e con essa le battute, le risate, gli scherzi. Era sempre stato così, e anche se non vi ricorrevo spesso, era il mezzo più comodo che avessi per avere un po' di pace [...]

Alessandro Gogna dal Libro "Nuovi Mattini - Il singolare sessantotto degli alpinsti"

mercoledì 21 novembre 2007

IN VETTA AD OCCHI CHIUSI

Sto leggendo questo libro e ogni pagina incide nella mia mente molte emozioni.Un alpinista cieco che compie importanti salite in tutto il mondo.

Durante la salita al Kilimanjaro[...] Il cartello che segnava la vetta recitava: "Vi trovate all'Uhuru Peak, il punto più alto dell'Africa, 5895 metri" Seduto sulla vetta, con la testa piegata in avanti e appoggiata sulle ginocchia chiesi a Baltazar: "Cosa vuol dire Uhuru?" Ci pensò un istante. "Libertà" rispose.Libertà era una parola che non comprendevo. Libertà da che cosa? Libertà dai limiti del corpo? Dal dolore? dalle delusioni? Cosa significava? Volevo credere che raggiungere le vette sparse per tutto il pianeta mi potesse donare quel tipo di libertà, o almeno che mi avvicinasse ad essa ma, quando arrivavo in quei luoghi remoti, l'immensa potenza delle montagne contribuiva solo a intensificare il mio senso di fragilità, il mio umano bisogno di cibo, di ossigeno, di aiuto, di calore. Poi capii. Fu un pensiero che si formò lentamente e iniziò a prendere vita e a ricaricare il mio cervello deprivato di ossigeno. Forse era la libertà di realizzare la mia vita secondo i miei progetti, o almeno la libertà di provarci oppure di fallire nel tentativo. Forse la libertà in sé era irraggiungibile e l'obiettivo era la ricerca della libertà, con la consapevolezza che non l'avrei mai trovata.Forse la chiave consisteva nel provarci, nell'impossibilità di farcela, e nel tentare comunque di raggiungere l'impossibile, con il corpo piantato saldamente per terra, mentre lo spirito si librava alto nel cielo e arriva incredibilmente vicino all'obiettivo. [...]

nella Yosemite Valley
[...] "Cosa ha suscitato in te l'interesse per l'arrampicata?" chiese Jeff."Non lo capisci da te guardando questa faccia diabolica?" Rispose."Fama, fortuna, gloria e donne. Beh donne mica tante" [...]

Sempre dal libro che sto leggendo riporto due piccoli passi:
[...]Chris mi abbracciò e disse: "Ottimo lavoro, Erik, ma nell'ultima ora sei andato più lento della mia vecchia nonna defunta"
Malgrado la stanchezza sorrisi, perchè avevo imparato molto tmepo prima che, per un alpinista, gli insultui sono la più grande forma di rispetto e ammirazione.[...]

[...]Dal mio punto di vista, la vetta dell'Aconcagua non offriva alcuno spettacolo mozzafiato, nessuno scenario sbalorditivo con il mondo che si spalancava sotto i miei piedi. Per me, era solo un caotico mucchio di pietre con una fredda croce di metallo che si innalzava al centro. Ma una vetta è molto di più di un panorama. Sarò forse prevenuto, ma quando la gente dice che scala le montagne per il panorama non ci credo. Nessuno si sottopone a un simile calvario per un bel panorama. Una vetta non è solamente un posto su una montagna. La vetta esiste nei nostri cuori e nelle nostre menti. E' un frammento di un sogno che si avvera, la prova inconfutabile che la nostra vita ha un senso. La vetta è un simbolo, la dimostrazione che con la forza della nsotra volontà, delle nostre gambe, della nostra schiena e delle nostre mani, possiamo trasformare le nostre vite in ciò che vogliamo.[...]